Come personalizzare i default Widget di WordPress

WordPress include una serie di widget molto utili, che possono essere inseriti fin da subito all’interno di ogni tema. Possono essere visualizzati gli ultimi commenti, i post più recenti ed una serie di altre informazioni utili gestendo tutto dal pannello di amministrazione.

Spesso però i default widget sono limitati e non adatti a tutte le occasioni: potreste avere la necessità di eliminare una particolare categoria dagli ultimi post, o di modificare il codice html con cui viene presentato il box di ricerca.

La soluzione fortunatamente esiste e non è complessa: è possibile infatti recuperare i widget esistenti, modificarli e farli apparire sul pannello di amministrazione accanto a quelli standard.

I passi da seguire

Se avete un minimo di basi di php, creare i vostri widget è semplice. Questa è la procedura in sintesi:

  1. Aprite il file wp-includes/default-widgets.php, dove sono presenti tutti i widget di default.
  2. Individuate il widget da personalizzare. Ognuno ha qualche riga di commento che ne chiarisce la funzione, ma i nomi delle classi sono già autoesplicativi: WP_Widget_Search, WP_Widget_Recent_Comments, WP_Widget_Tag_Cloud, ecc.
  3. Copiate tutto il codice del widget che vi interessa dentro il file functions.php del vostro tema (se non l’avete, createlo).
  4. Personalizzate il nome della classe in tutte le sue occorrenze e le altre informazioni necessarie (ad esempio la descrizione che appare sul pannello di amministrazione).
  5. Modificate il codice secondo le vostre esigenze. Qualche esempio? Personalizzare i link del widget meta, cambiare il form nel widget della ricerca, mostrare gli ultimi post di una specifica categoria… le possibilità sono infinite.
  6. Aggiungete subito dopo la definizione del nuovo widget, nel file functions.php, la riga
    register_widget('nome_del_widget_personalizzato');

I vantaggi di questo metodo sono notevoli:

  • Non è necessario conoscere php approfonditamente, basta saperlo leggere per poter aggiungere qualche riga di codice
  • E’ possibile aggiornare WordPress senza problemi
  • Il nuovo widget appare sul pannello di amministrazione, e può essere usato anche da utenti non esperti (l’ideale quando si ha a che fare con clienti poco tecnici)

Se decidete di personalizzare i widget, fate però attenzione: non modificate direttamente il file default-widgets.php, è bene che il core di WordPress resti intatto. Utilizzare functions.php è l’ideale: eviterete possibili problemi e soprattutto potrete aggiornare WordPress senza preoccupazioni. Gli update della piattaforma sono frequenti e spesso essenziali per motivi di sicurezza, non è mai bene vincolarsi ad una particolare versione.

 

Fonte: http://www.tomstardust.com

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Evidenziare il giorno corrente nel calendario wordpress

Alcuni temi di wordpress pur mostrandoci il calendario standard di wordpress, non evidenziano su di esso il giorno corrente. Per sopperire a questa mancanza ( a mio avviso noiosa ) basta inserire 4 righe di codice all’interno del file css del tema, il codice necessario è il seguente:

#wp-calendar #today {
background: #eee;  -->Il giorno corrente avrà un colore di sfondo da noi deciso
color: #bbb; ---> Posso decidere il colore con cui il giorno corrente sarà scritto

}

Aggiungendo altri elementi all’interno delle parentesi graffe { . . .} si può rendere il girono grassetto oppure cambiare il font ecc ecc.

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Personalizzare CSS WordPress per modificare l’aspetto del calendario.

Le cose preconfezionate non sempre sono belle, spesso rispecchiano i gusti di chi le ha inventate/create, ma non i gusti di chi li usa. Allora è sempre bene avere la possibilità di modificare e personalizzare una cosa che magari non abbiamo creato direttamente noi. Nel caso del calendario di wordpress la cosa è molto facile, basta editare il css per modificare l’aspetto finale del widget. Ecco le parti da aggiungere e modificare a piacimento ( non tutte le parti sono necessarie, aggiungete solo quelle parti che vi servono ).

#wp-calendar {
border: 1px solid #ddd;
empty-cells: show;
font-size: 14px;
margin: 0;
width: 90%;
}
#wp-calendar #next a {
padding-right: 10px;
text-align: right;
}
#wp-calendar #prev a {
padding-left: 10px;
text-align: left;
}
#wp-calendar a {
display: block;
text-decoration: none;
}
#wp-calendar a:hover {
background: #e0e6e0;
color: #333;
}
#wp-calendar caption {
color: #999;
font-size: 16px;
text-align: left;
}
#wp-calendar td {
color: #ccc;
font: normal 12px 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;
letter-spacing: normal;
padding: 2px 0;
text-align: center;
}
#wp-calendar td.pad:hover {
background: #fff;
}
#wp-calendar td:hover, #wp-calendar #today {
background: #eee;
color: #bbb;
}
#wp-calendar th {
font-style: normal;
text-transform: capitalize;
}

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Permessi per cartelle e file in linux

 

Ecco il link ad un sito web che farà chiarezza circa tutte le possibili combinazioni di permessi che il mondo Linux ed Unix gode e che sono assegnabili a file e/o cartelle.

Il sito web spiega dettagliatamente come fare per assegnare i permessi e come rimuoverli.

 

http://etnablog.altervista.org/linux/gestire-files-cartelle-permessi-su-linux/

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Ecco l’elenco delle directory dove Linux salva generalmente i programmi che installiamo.

I programmi in Linux sono generalmente installati in:

/bin e /sbin (programmi base di sistema)
/usr/bin (programmi normali)
/usr/sbin (programmi di sistema)
/usr/games (giochi)
/usr/local/bin (programmi dell’utente)
/usr/local/sbin

N.b. Queste sono le directory che solitamente Linux usa,  ma una distro particolare potrebbe avere cartelle particolari dove salva i programmi che l’utente installa.

In queste cartelle per poter operare bisogna avere i permessi di root. E’ molto comodo accedervi da terminale e creare le cartelle necessarie mediante il comando:

sudo mkdir NomeDirectory

Per poter poi godere dei permessi di lettura e scrittura si può ricorrere al comando:

sudo chmod 777 –R  NomeDirectory

Vedremo in un altro articolo tutte le possibili combinazioni di permessi che si possono assegnare ad un file o ad una cartella.

Dopo aver assegnato alla nostra cartella X i permessi  777 , praticamente possiamo recarci all’interno della stessa con il Nautilus ed operare come vogliamo, copiandoci dentro file e creando infinite sottocartelle.

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Come impostare una pagina iniziale su blog wordpress

Mi hanno chiesto alcuni giorni fa come impostare una pagina statica in un Blog WordPress, e cosi invece di rispondere ad uno ho deciso di scriverlo sotto forma di articolo.

I passaggi sono abbastanza semplici:

1- Creare una nuova pagina

2- Impostare la pagina come Home

Entrando nella parte amministrativa di WordPress selezioniamo la voce “Pagine” e successivamente “Aggiungi nuova“.

A questo punto una volta creata la pagina entriamo nelle “Impostazioni” e successivamente “Lettura” e selezioniamo la pagina scelta.

impostazione lettura

Se invece abbiamo creato un pagina con articoli possiamo inserire quella come pagina iniziale, ovviamente gli articoli rimangono invariati con i loro link.

Fonte: http://www.marcoceccarelli.com

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Reti Logiche Materiali ed Appunti

Questo post è dedicato agli appunti e al materiale raccolto in rete circa l’esame di reti logiche per la facoltà di Ingegneria Informatica ( naturalmente questo materiale va bene anche per altre facoltà informatiche che affrontano gli stessi argomenti ). Ogni vostro contributo è ben accetto, più materiale si colleziona per un esame universitario e più la buona riuscita dello stesso è assicurata.

Tutti i file sono pubblicati per questioni di spazio su megaupload, se volete contribuire potete utilizzare il box situato alla vostra destra per uploadare qualche file e poi inserire il link ottenuto con una breve descrizione nei commenti. Tutti gli studenti che utilizzeranno questo materiale vi ringraziano anticipatamente per aver contribuito.

 

- MATERIALE SCARICABILE -

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Launch4j –>Creare eseguibili Windows da applicazioni Java

Una delle prime domande che sorgono ai newbie di Java è: “come creo un file eseguibile .exe per le mie applicazioni Java?”. Java è un linguaggio multipiattaforma interpretato, e quindi non è così logico creare dei file .exe compatibili solo con i sistemi Windows. Per distribuire un’applicazione Java si devono distribuire tutti i file .class in bytecode, oppure un unico archivio JAR. In entrambi i casi l’esecuzione dell’applicazione deve avvenire invocando direttamente la Java Virtual Machine, solitamente creando un apposito script command (.cmd), batch (.bat), o shell (.sh nei sistemi UNIX/Linux).

Launch4j

Launch4j è un progetto open source che permette di eliminare questo problema creando un file eseguibile .exe per i sistemi Windows a partire dall’archivio JAR dell’applicazione.
Attenzione: Launch4j non converte l’applicazione in un eseguibile, perchè questo provoca spesso molti problemi. Semplicemente si pone come wrapper verso l’applicazione Java, ed è quindi comunque necessario che il sistema abbia installata una qualche versione del Java Runtime Environment. Potete scaricare Launch4j dal sito ufficiale del progetto.

Launch4j dispone di una GUI che semplifica il processo di creazione dell’eseguibile. Nello screenshot sottostante è possibile vedere le configurazioni principali di Launch4j. In Output file bisogna specificare il path dell’eseguibile che verrà creato, mentre in Jar il path dell’archivio JAR dell’applicazione. E’ poi possibile specificare un’icona e un eventuale file manifest per specificare la necessità di particolari privilegi per l’esecuzione.

Launch4j GUI

L’eseguibile può agire in due modi differenti. Solitamente l’archivio JAR viene totalmente incorporato nell’eseguibile, consentendo così di evitare di distribuirlo assieme all’applicazione. In alternativa, selezionando Don’t wrap the jar, launch only, è possibile far si che l’eseguibile mantenga separato il file JAR, occupandosi solamente di eseguirlo invocando la JVM. In quest’ultimo caso è necessario distrubuire il file JAR assieme all’applicazione. E’ importante sottolineare che i due approcci sono del tutto equivalenti, in quanto Launch4j non effettua conversioni del codice, ma funge semplicemente da wrapper.

Il parametro Change dir permette di specificare in quale directory spostarsi prima di eseguire l’applicazione: ciò è importante se l’applicazione fa riferimento a file utilizzando path relativi alla propria directory di esecuzione. Inserendo un punto (.) come valore Launch4j si sposterà nella directory dell’eseguibile prima di eseguire l’applicazione. In Command line args si possono invece inserire tutti i parametri che l’applicazione deve ricevere da riga di comando.

Una delle funzionalità più importanti e utili di Launch4j è la capacità di controllare automaticamente la presenza del JRE e la relativa versione, e di avvisare l’utente nel caso sia necessario scaricare un’altra versione del JRE, proponendo il link verso la pagina di download. Per sfruttare questa funzionalità è necessario specificare, nel tab JRE della GUI, la versione minima del JRE affinchè l’applicazione funzioni (es. 1.6.0.11), ed eventualmente anche la versione massima e il criterio di selezione del JRE nel caso sia installato anche il Java Development Kit (JDK). Nella stessa scheda è possibile anche impostare i parametri per l’esecuzione della JVM, quali le dimensioni dello heap e le opzioni della JVM.

Nell’eseguibile vengono incorporate anche le informazioni sulla versione, il titolo dell’applicazione, il copyright, ecc… Tutto ciò è impostabile nel tab Version Info. E’ anche possibile forzare Windows a consentire una sola esecuzione contemporanea dell’applicazione, impostando il mutex di controllo nel tab Single Instance. Infine una funzionalità simpatica è la possibilità di inserire uno splash screen.

Configurato il tutto è possibile salvare la configurazione e avviare la creazione dell’eseguibile. Il gioco è fatto, d’ora in poi non saranno più necessari quei fastidiosi file .cmd per l’avvio delle applicazioni Java.

Download: http://www.megaupload.com/?d=2CSRMF6G

Fonte: codicefacile.it

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Scrivere, leggere e modificare un file

In java leggere , scrivere e modificare un file non è un’operazione difficile, basta sapere esattamente quali classi utilizzare.

1 LEGGERE UN FILE

File f=new File("prova.txt");
FileInputStream fis=new FileInputStream(f);
InputStreamReader isr=new InputStreamReader(fis);
BufferedReader br=new BufferedReader(isr);
String linea=br.readLine();
while(linea!=null)
{
   System.out.println(linea);
   linea=br.readLine();
}

2 SCRIVERE E CREARE UN FILE DI TESTO

File f=new File("prova.txt");
//Se il file gia' esiste e voglio solo modificarlo o scrivergli in coda
//al posto del FileOutputStream indicato qui sotto uso:
//FileOutputStream fos=new FileOutputStream(f,true);
FileOutputStream fos=new FileOutputStream(f);
PrintStream ps=new PrintStream(fos);
ps.println("Hello Word!");

3 VISUALIZZARE TUTTI I NOMI DEI FILE PRESENTI IN UNA DIRECTORY

File f=new File("c:\\");
if (f.isDirectory()) {     String files[]=f.list();     for(int i=0;i<files.length;i++)          System.out.println(files[i].getName());
}
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Come spostare i pulsanti delle finestre in ubuntu da inalto SX a DX

Nella versione 10.04 ( e nelle successive ), i pulsanti per chiudere, massimizzare e minimizzare una finestra sono posizionati nell’angolo in alto a sinistra all’interno delle finestre delle applicazioni. Per avere nuovamente i pulsanti nell’angolo in alto a destra, come nelle versioni precedenti di Ubuntu, procedere come segue:

  1. Premere Alt+F2 per aprire il dialogo di «Esegui applicazione».
  2. Digitare gconf-editor nella casella di testo e fare clic su Esegui per avviare l’editor della configurazione.
  3. Nel riquadro di sinistra, espandere la sezione /apps/metacity/general e fare doppio-clic sull’elemento button_layout.
  4. Modificare il valore affinché indichi
    :minimize,maximize,close

    (la posizione dei due punti determina in che posizione vengono visualizzati i pulsanti).

  5. Fare clic su OK per applicare istantaneamente la modifica della posizione.
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